Parlare di comunicazione è ormai una pratica talmente diffusa e comune da essere inflazionata.

Troppe persone si improvvisano “esperti” pur non avendo i fondamenti o ignorando del tutto la storia della comunicazione che parte dalla preistoria (sì, avete letto bene, preistoria) e progredisce nei secoli, senza mai rinnegare il passato.

Degli esempi? Basta leggere la carta stampata nei tablet e pc o i libri con il kindle. D’altra parte dobbiamo cavalcare l’innovazione e cercare connessioni con le persone parlando il loro linguaggio, mostrando quello a cui danno valore e che memorizzano con maggiore facilità.

Diversi sondaggi effettuati indicano la strada maestra articolata su due livelli:

  • richiesta di associazioni visive ad alto impatto emotivo;
  • contenuti autentici che evochino la vita reale.

Questo mutamento nel modo di comunicare è la logica conseguenza della nuova tecnologia in nostro possesso: gli smartphone hanno cambiato il modo di vedere noi stessi e il mondo che ci circonda investendoci di news in tempo reale e contenuti che espongono il privato verso il pubblico dominio.

Detto ciò, ritornando alle attività commerciali e societarie, oggi per promuovere il proprio o un nuovo brand, prodotti, offerte e altro si devono raccontare storie reali o far vivere momenti di vita comune. Lo spettatore deve sentirsi coinvolto e partecipe di qualcosa che lo attragga emotivamente o che ne testimoni la presenza attiva.

Noi lavoriamo instancabilmente per produrre immagini e video seguendo questa tendenza.

Non più solo immagini singole ma vere e proprie sequenze, racconti reali e personali da utilizzare in ogni tipo di comunicazione.

Ma le agenzie non possono raggiungere da sole questi obiettivi ed è per questo che alle Aziende Committenti si chiede di essere parte attiva e fondamentale di questo processo:

lavoriamo in team per l’engagement degli utenti finali.