Il nuovo Facebook punta a sollecitare le aziende e le organizzazioni a creare contenuti che riescano ad invitare le persone a passare il tempo sulla piattaforma

Il social network di Menlo Park può essere lodato per la trasparenza con la quale pubblicamente annuncia i suoi cambiamenti, ma  di certo viene anche periodicamente accusata da chi, di professione, fa il social media manager perché non è semplice star dietro alle evoluzioni del suo algoritmo.

Dopo le recenti evoluzioni, ecco i principali fattori che caratterizzano questo cambiamento:

A tutti questi fattori va aggiunta l’attribuzione di un quality score per ciascuna Pagina sulla base della qualità dei contenuti che posta, dell’esclusività della sorgente a cui attinge, della velocità di risposta alle domande e del tasso di feedack negativi (ad esempio gli “unlike”) che riceve.

Strumenti utili per analizzare la propria performance sono, oltre a Facebook Insights, Fanpagekarma, Likalyzer e Agorapulse Barometer.

Il nuovo Facebook punta pertanto a sollecitare le aziende e le organizzazioni a creare contenuti che sappiano invitare le persone a passere il loro  tempo sulla piattaforma.

Per questo motivo occorre aver chiaro che la relazione con gli utenti è l’obiettivo centrale all’interno di una strategia di miglioramento del Social Network.

Il nuovo algoritmo di Facebook sollecita le aziende a “scrivere meno, ma a scrivere meglio” grazie a post che sappiano davvero ingaggiare gli utenti interagendo con loro e fra loro, per questo in molti casi è preferibile affidarsi ad esperti,  che tramite la creazione di un  “piano editoriale” coerente con il target, con contenuti utili e  interessanti riuscirà sicuramente a suscitare interesse nell’utente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.