Il nuovo Facebook punta a sollecitare le aziende e le organizzazioni a creare contenuti che riescano ad invitare le persone a passare il tempo sulla piattaforma

Il social network di Menlo Park può essere lodato per la trasparenza con la quale pubblicamente annuncia i suoi cambiamenti, ma  di certo viene anche periodicamente accusata da chi, di professione, fa il social media manager perché non è semplice star dietro alle evoluzioni del suo algoritmo.

Dopo le recenti evoluzioni, ecco i principali fattori che caratterizzano questo cambiamento:

  • Time Decay nel passato associava un punteggio decrescente al post man mano che trascorreva tempo dalla sua pubblicazione: questo fattore ha negli anni perso molto peso pur essendo sempre opportuno controllare, da Insights > Post > quando i tuoi fan sono online i momenti più utili in cui postare.
  • Affinity”, il più evidente dei fattori dell’algoritmo, è volto a valorizzare, all’interno della homepage, quelle Pagine con cui più frequentemente l’utente ha interagito tramite l’utilizzo dei like, dei commenti, delle condivisioni, anche tempo dopo la pubblicazione originale nella misura in cui la conversazione continua ad essere viva (principio dello Story Bumping): con il passare del tempo a tale fattore è stato accostato l’elemento del Last Actorche tende a privilegiare gli aggiornamenti degli ultimi 50 contatti con cui si è avuta una relazione. E’ evidente che Facebook voglia premiare, per proprie logiche pubblicitarie, la condivisione di video dalla propria piattaforma nativa.
  • Edge Weight nel passato mirava a compensare il rapporto “uno a uno” dell’Affinity per visualizzare anche nelle bacheche dei liker che avevano presentato minor interazione con la Pagina quei post che, presso il resto dei fan, avevano prodotto un buon consenso: tale fattore è stato,  dalla scorsa primavera, enormemente ridotto di pari passo ad una continua riduzione della visibilità organica delle Pagine rispetto ai post degli amici.

A tutti questi fattori va aggiunta l’attribuzione di un quality score per ciascuna Pagina sulla base della qualità dei contenuti che posta, dell’esclusività della sorgente a cui attinge, della velocità di risposta alle domande e del tasso di feedack negativi (ad esempio gli “unlike”) che riceve.

Strumenti utili per analizzare la propria performance sono, oltre a Facebook Insights, Fanpagekarma, Likalyzer e Agorapulse Barometer.

Il nuovo Facebook punta pertanto a sollecitare le aziende e le organizzazioni a creare contenuti che sappiano invitare le persone a passere il loro  tempo sulla piattaforma.

Per questo motivo occorre aver chiaro che la relazione con gli utenti è l’obiettivo centrale all’interno di una strategia di miglioramento del Social Network.

Il nuovo algoritmo di Facebook sollecita le aziende a “scrivere meno, ma a scrivere meglio” grazie a post che sappiano davvero ingaggiare gli utenti interagendo con loro e fra loro, per questo in molti casi è preferibile affidarsi ad esperti,  che tramite la creazione di un  “piano editoriale” coerente con il target, con contenuti utili e  interessanti riuscirà sicuramente a suscitare interesse nell’utente.