Promuovere le competenze digitali nella scuola e nella formazione professionale

Nell’era dello sviluppo della banda ultralarga è di primaria importanza la formazione delle nuove generazioni ad un uso sempre più efficace e pervasivo delle nuove tecnologie. Le competenze digitali sono un elemento indispensabile per la crescita di tutti i settori industriali, italiani ed europei, per sfruttare gli investimenti infrastrutturali, proprio come quello sulla banda ultralarga.

Sul fronte della formazione alle competenze digitali c’è ancora molto da fare. Nonostante l’elevata domanda di competenze digitali nel mondo del lavoro, in Italia si registra la percentuale più bassa su scala UE di giovani occupati nel settore digitale: il 12% contro il 16% della media europea; secondo la Commissione Europea, anche in Europa il divario tra il numero di posti di lavoro offerti e il numero di persone con le giuste competenze digitali cresce del 3% ogni anno.

Il tema dello sviluppo delle competenze digitali nella scuola e nella formazione professionale è al centro della campagna europea eSkills for Jobs 2015 – 2016. A livello europeo, le professioni ICT sono date in crescita del 27%  e si riscontra una necessità di figure sempre più specifiche: dal data scientist al chief technology officer, dallo sviluppatore mobile ai big data architect.

In Italia l’80% dei computer all’interno delle scuole si trova in aule dedicate e solo il 10% invece è allocato nelle classi a disposizione di alunni e soprattutto di professori che lo utilizzano per aggiornare il registro elettronico. Un altro dato rilevante è che in Italia solo il 52% degli alunni frequenta una scuola con il 90% dei computer funzionanti mentre in Europa si parla del 76% .

La campagna, promossa dalla Commissione Europea, è coordinata in Italia da ANITEC – Associazione Nazionale Industrie Informatica, Telecomunicazioni ed Elettronica di Consumo  e, a livello comunitario, da DigitalEurope, l’associazione europea dell’industria delle tecnologie digitali.

Sempre secondo le stime della Commissione, il gap in tutta l’UE passerà dai 275.000 posti di lavoro nel 2012 a mezzo milione l’anno prossimo e 900.000 entro il 2020.

Si evidenzia inoltre che nel 2015 si è verificata una riduzione del 2,2% del budget dedicato dalle imprese italiane agli investimenti in ICT.

Il Governo Italiano è convinto della necessità di investire per colmare le lacune nelle competenze digitali: Credere nell’innovazione tecnologica oggi significa avere più posti di lavoro domani.