Se le novità in campo tecnologico hanno sempre rappresentato un driver di cambiamento del mercato, c’è una tendenza che le aziende italiane almeno dalla soglia degli anni ’60 non hanno, per loro fortuna, mai abbandonato. Lo storytelling. Questa strategia, che utilizza un solo ma potentissimo strumento come quello della narrazione, coinvolge da sempre perché parlando di noi e del nostro quotidiano ci rende protagonisti pur non essendolo direttamente.

Lo sapevano già gli autori di Carosello che per ben 20 anni consecutivi, dal ’57 al ’77, hanno riunito intere famiglie intorno alla tv per seguire in silenzio quei pochi minuti di sketch senza colore ma genuini e talmente coinvolgenti da imprimere slogan e canzoncine nelle menti delle passate generazioni. Esagerati? Mette alla prova i bambini di allora, ormai belli che cresciuti, e con un sorriso velato di malinconia vi racconteranno di un pulcino così sporco da non essere riconosciuto dalla mamma, di una bambina bionda, pacioccona e sempre sorridente e di un antidoto contro il logorio della vita moderna.

Nonostante il trascorrere degli anni abbia modificato la rotta dei consumi, il filo conduttore dello storytelling non si è mai spezzato completamente e allora ecco di nuovo il racconto a puntate. Rivisitato e riadattato secondo le esigenze e gli strumenti del presente perché il messaggio non è più unidirezionale, non viene più da un solo canale.

Cosa fare, dunque, per realizzare uno storytelling vincente?

Prima di tutto interrogarsi sul target: a quale pubblico mi rivolgo e che messaggio voglio veicolare, ad esempio voglio vendergli un prodotto? E in secondo luogo creare un’identità, imprimerla nella testa del nostro pubblico per spingerlo al consumo.

Fissati questi punti siamo pronti, è finalmente arrivato il momento di sbarcare sui social dove toccheremo con mano i nostri clienti e loro potranno fare altrettanto con noi. Potremo finalmente emozionarli, coinvolgerli e incuriosirli con una grafica accattivante e con le foto, le immagini, i video e le vignette aggiunte precedentemente. Ma non solo. Permettiamogli anche di modificare la nostra storia e diamo vita ad un fenomeno collettivo. Ne sa qualcosa l’ufficio marketing e comunicazione della Lego che nel febbraio 2014 ha ideato “Lego Movie”, il film che ha fatto del suo prodotto una star su cui grandi e piccini hanno tenuto gli occhi incollati per ben 90 minuti.