Si moltiplicano i progetti per connettere le aree urbane. L’esempio più calzante è quello di Nizza con l’Energia pulita Invece della centrale elettrica, si userà i rifiuti per produrre calore.

Il progetto “Smart Island” di Capri

Lampioni che regolano l’emissione di luce secondo la necessità. Parcheggi delle auto prenotati mentre si viaggia e pagati con il cellulare. Scuole a consumo energetico (quasi) zero. Flotte di taxi, autobus, navi e scooter elettrici. Sono aperte le porte della smart city dove la tecnologia punta a rendere più facile la vita dei cittadini, dando una mano all’ambiente.

Questo è il piano rivolto al futuro di «Capri smart island», studio di fattibilità della Fondazione Matching Energies, promossa dall’imprenditore napoletano Marco Zigon che vuole realizzare quattro progetti pilota.

Il primo progetto è quello di trasformare una scuola elementare in un edificio a consumo energetico vicino allo zero alimentato da fonti rinnovabili. La scuola presa in esame ha già un impianto fotovoltaico, peccato che non sia mai stato allacciato alla rete. Sul fronte della produzione di elettricità, al posto di una centrale obsoleta, alimentata da motori diesel a gasolio inquinante, l’intenzione è attivare un letto fluido (sviluppato dal Cnr) che riutilizza biomasse vegetali, scarti tessili o di cartone, oggi rispediti sulla terraferma. L’impianto realizza una combustione pulita, che produce energia elettrica e calore, potrà alimentare il centro sportivo esistente sull’isola, più una piscina.

Gli ultimi due interventi riguardano una rete di illuminazione a led, che consumerà il 90% meno dell’attuale sistema di illuminazione. Sarà integrata con sensori per trasmettere dati e servizi. Infine, la trasformazione da gasolio a ibrido di autobus, taxi, scooter, imbarcazioni. Insomma, l’intera flotta di veicoli del porto turistico di Marina Grande, sarà alimentata grazie a colonnine di ricarica inserite in una rete intelligente, in grado di produrre energia in modo autonomo.

L’obiettivo di questo progetto è quello di rendere l’ambiente più accogliente per chi arriva sull’isola, mentre attualmente è in una situazione di caos perenne.

Per partire con il progetto, servono dieci milioni di euro. A Nizza sono stati investiti 64  milioni e oggi la città sulla Costa Azzurra, seconda meta turistica di Francia (dopo Parigi) è, in Europa insieme a Barcellona, una delle aree urbane più connesse. Sul boulevard Hugo, sono possibili magie hi-tech, grazie ai sensori installati e a una infrastruttura che raccoglie i dati, chi arriva in città sa dove c’è un parcheggio libero, lo può prenotare e pagare con lo smartphone. Non solo: di sera i lampioni erogano più luce se rilevano la presenza di persone oppure meno quando le strade restano deserte. I cassonetti dei rifiuti inoltre, sanno comunicare, se sono vuoti, i camion della raccolta non escono a vuoto.

Che cosa ci aspetta il futuro?

Secondo gli esperti, la connessione tra gli edifici, i sistemi di riscaldamento e distribuzione dell’energia riuscirà ad abbattere il consumo di combustibili.